L’attentatore 

Molti passeggeri sonnecchiano beatamente, compresa me. Altri leggono o ascoltano la musica con gli auricolari. Si sente il brusio regolare dei motori che fendono l’aria al di sopra delle nuvole, candide e morbide come sogni. 

All’improvviso un urlo proveniente dal fondo del velivolo fa sobbalzare i passeggeri sui sedili. Giù dai sogni gente! Sono tre secondi circa, a pieni polmoni, di un femmineo “ahahahaghh!”, leggermente strozzato e rauco sull’ultimo centesimo di secondo. Non suona proprio come “Oddio un terrorista!” o “Oddio uno squarcio nella carlinga!” Assomiglia di più a “Oddio un topo enorme!”. Infatti tutti si voltano verso il fondo dell’aereo, più sorpresi che spaventati. C’è un uomo rosso in volto, di fronte alla porta della toilette che è appena stata richiusa con violenza dall’interno. Maritino! Quell’uomo è il mio Maritino!? Alcuni passeggeri se la ridono nascondendosi dietro giornale. Alcuni sembrano piuttosto sollievati. 

Maritino sfila, un poco imbarazzato, lungo il corridoio,  raccogliendo sguardi divertiti, fino a guadagnare il suo posto al mio fianco. Mi sussurra all’orecchio ” Eh, però quella, oltre a non chiudere la serratura, si è seduta sul wc senza il copriwater! “

Io rido ancora ora che lo sto scrivendo.

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