L’enciclopedia della donna

“Papi scusa, te la ricordi L’enciclopedia della donna che avevamo a casa nel mobile della nonna?”

E papà con voce sorpresa risponde: “Si, certo. Purtroppo l’ho venduta qualche tempo fa ad un mercatino dell’usato”

Poi con tono divertito mi chiede “perchè …ti serve?”

“No, papi, volevo solo chiederti cosa ci facesse a casa nostra una cosa simile, non mi ricordo che la mamma l’abbia mai letta…”

Io però l’avevo letta tutta, negli anni 70, con infantile curiosità, quando il suo contenuto faceva già sorridere.

Era un’opera…ciclopica,pubblicata alla fine degli anni 60, una guida onnicomprensiva destinata a fidanzate e mogli che aspiravano ad essere impeccabili, in casa e fuori. Gli argomenti trattati spaziavano dalla cucina al giardinaggio, dalla cura personale al cucito. Immancabile era inoltre il galateo, che indicava come comportarsi in viaggio, così come qualche nozione di cultura generale. Ogni capitolo era corredato da fotografie, molte delle quali ritraevano donne affascinanti ed elegantissime vestite come Audrey Hepburn ( anche in casa) che, perfettamente truccate e pettinate, servivano il pranzo con i guanti.

L’uomo non compariva neppure tra quelle pagine, che a leggerle oggi fanno sorridere, se non come destinatario delle premure femminili.

Queste pagine lasciano dunque trapelare la figura di una donna che, all’interno di una società profondamente maschilista, si sentiva costantemente inadeguata ed ambiva ad essere impeccabile. Trascinandosi tra casa, lavoro e figli, aveva la responsabilità di far funzionare ogni cosa per il meglio.

Dagli anni 60 ad oggi a nessuno è mai venuto in mente di pubblicare “L’enciclopedia dell’uomo”.

Rilevo però che è rimasto un certo tangibile sentimento di frustrazione ed inadeguatezza di molte madri e mogli che devono correre dietro a casa, famiglia e lavoro, spesso senza avere validi supporti sociali e neppure la solidarietà delle altre donne.

Va beh, io comunque, tra le varie castronerie lette, ho imparato un po’ di buone maniere, un po’ di rammendo e qualche ricetta utile, cose che non guastano mai.
Lo ammetto: ho sospettato che qualcuno avesse regalato quest’opera omnia alla mamma, con il fine segreto di addomesticarla a vita ed usi cittadini a cui non era avvezza, dato che proviene da una famiglia umile.

No, non poteva essere papà. Lui mi ha sempre insegnato a “pensare con la mia testa” e, per il mio bene, ad essere emancipata.

“Allora papi, come ci è finita quella roba, insieme alle enciclopedie con cui facevo le ricerche a scuola?

E lui, divertito ” tua madre si era fatta turlupinare da un rappresentate a cui aveva aperto la porta di casa. Abbiamo persino dovuto pagare tutti quei volumi a rate”

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