“Signori, si cambia” di Beppe Severgnini

Non amo leggere le guide turistiche. Preferisco i libri che raccontano i viaggi, piuttosto che descriverli. 

In libreria ho trovato” Signori, si cambia” di Beppe Severgnini. L’autore ci porta con sé durante i suoi viaggi in treno negli Usa, in Australia, da Mosca a Lisbona, da Trieste a Palermo. Con lievità e ironia, ci svela come un viaggio in treno possa essere una scoperta di sé stessi.

Mi sono subito ritrovata in queste pagine, perché durante tutta la mia adolescenza e anche oltre, il treno non è stato solo il mezzo di trasporto per raggiungere prima il liceo ed in seguito l’università. È stato un luogo in cui socializzare, studiare, leggere, scrivere, riflettere, osservare il mondo, progettare il futuro. Ancora oggi, preferisco il treno, indubbiamente. Le mie ultime esperienze sono state a bordo dei velocissimi ed efficientissimi treni giapponesi, protagonisti indiscussi del mio viaggio nel Paese del Sol Levante qualche mese fa. 

L’ultimo capitolo del libro contiene una profonda riflessione sulle letture in viaggio. “I libri sono stupefacenti. Possono eccitarci e tenerci svegli la notte. Possono buttarci giù e poi tirarci su. Possono trasportarlo attraverso il tempo è lo spazio, e farci entrare in mondi meravigliosi. Possono darci coraggio quando ne abbiamo bisogno. I migliori riescono a risollevarsi, e a cambiarli l’umore. Sono i libri perfetti da portarsi su un treno: la terapia dei binari passa anche da qui”

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