Terza tappa: Cozumel, Messico

12/04/2017 ore 23:30 

Il mare è una sostanza scura e schiumosa. La nave fende le onde con maggior vigore perchè c’è vento forte questa sera. Dalla nostra cabina, in lontananza, scorgo la costa del Messico che brilla come una collana di diamanti.

Siamo ripartiti alle 17:30 dopo un’intera giornata trascorsa a Cozumel, isola situata al largo di Playa del Carmen, a circa 20 km di distanza. I Maya  ci andavano in canoa per venerare la dea della fertilità. Non immaginavano neppure che, un giorno molto lontano, in quei luoghi sacri, migliaia di uomini ci sarebbero arrivati con immense navi da crociera (addirittura fino a nove al giorno).

Sarà per l’atmosfera rilassata e festosa, tipica dei paesi latini, sarà per la cordialità spiccia degli abitanti o anche per il fatto che non era la mia prima visita in Messico, ma io, a Cozumel, mi sono sentita da subito perfettamente a mio agio.

Certo, ho dovuto allontanarmi dal centro abitato, sovraffollato e caotico, per recarmi a Punta Sur. Sto viaggiando da crocierista, ma rifuggo i luoghi presi d’assalto dai croceristi. Sono snob? Forse, se essere snob vuol dire usare la nave da crociera come un autobus, un treno, un aereo e non amare i luoghi affollati e rumorosi.

A Punta Sur, che comunque ha una buona affluenza di visitatori, mi sono goduta in totale relax le bellezze naturalistiche dell’isola, durante un indimenticabile safari fotografico. Il clima sembrava quasi desertico: molto caldo e secco, ma ventilato, che spazza la vegetazione composta da bassi arbusti. Da un lato ho ammirato le caratteristiche lagune popolate da numerose specie animali, tra cui alligatori ed iguane, dall’altro lato, una lunghissima spiaggia di sabbia finissima e candida, che si protende sulle acque turchesi del mare. 

Dopo la visita al faro con annesso il museo della navigazione, mi sono concessa un ottimo pranzo in un locale tipico con terrazza sulla spiaggia. Un viaggio passa anche dalla tavola. Ho gustato dunque i tacos con gamberi,verdure e guacamole (tutto freschissimo e preparato tradizionalmente) accompagnati da un’ottima “cerveza” ghiacciata. Immancabile un goccetto di tequila, fatta da un produttore locale, per brindare a una giornata spensierata. 

 Non amo la vita da spiaggia. Dopo pranzo ho utilizzato ombrellone e sdraio del ristorante, solo per un riposino. Mi sono appena rinfrescata i piedi in mare prima di rientrare sul “transatlantico”.

Domani mi attende una giornata senza scali, forse senza appigli terreni per gli occhi all’orizzonte.

Ho un lieve senso di vertigine: è il vino bevuto a cena, è il mare oppure un vago senso di…felicità? 

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