Ritorno a Lampedusa, seconda parte: giro in barca. 

Ieri mi sono concessa una una gita intorno all’isola, a bordo di un bellissimo e romantico caicco. Solo dal mare si riesce a cogliere pienamente la bellezza di questo luogo. Solo dal mare si assume il punto d’osservazione degli esploratori. È un susseguirsi sorprendente di cale, calette, grotte, scogli e faraglioni che si specchiano su acque di un colore che difficilmente si trova in natura, soprattutto quando si passa al largo della Tabaccara, dell’Isola dei Conigli o di Cala Pulcino. 

La temperatura dell’acqua è giá molto gradevole e invita a prolungare le nuotate. Il pranzo servito a bordo è squisito nella sua genuina semplicità: melanzane grigliate condite con un olio e prezzemolo, le acciughe marinate, le penne con uova di ricciola e cozze. Quando il caicco doppia Punta Sottile, un dito di roccia che costituisce l’ultimo baluardo dell’Europa, capisco che la gita sta per terminare e si fa rientro al porto.

Per organizzare un giro in barca, basta passeggiare per il porto. Le escursioni con pranzo a bordo sono ben pubblicizzate a terra. Se si preferisce rimanere a terra, si può partire alla scoperta di Lampedusa noleggiando scooter, quad, auto ( tra cui le caratteristiche Meari) e biciclette (come abbiamo fatto Maritino ed io).

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