Linosa. Piacevoli incontri e riflessioni.

22/06/2017 verso le ore 17

Scendo i tre pioli di una scaletta in ferro vecchio riverniciato, che, dal pontile di cemento armato, conduce in acqua. Scruto con diffidenza la superficie verdazzurra, che si stende calma sotto di me. Dalle dita dei piedi sale il freddo. Una delle due bambine-pesce che mi guizzano intorno, mi rassicura: ” non ci sono meduse e la profondità dell’acqua è di 5 metri e mezzo circa”. Mi immergo. La stessa bambina-pesce, tra una capriola, una breve immersione in apnea e un tuffo, si presenta: si chiama T., ha otto anni e mezzo e si fa portavoce della sorellina bionda, P., di sei anni e mezzo. In vacanza con i genitori, originari di questi luoghi così poco frequentati da turisti, T. e P. sono orgogliose di elencarmi le professioni svolte dai loro parenti. “Interessante! Ma a voi… cosa piacerebbe fare?” incalzo io.  Sul visetto furbo di T., incorniciato da lunghi capelli castani e incastonato da occhioni che si aprono splendenti come conchiglie, compare all’improvviso un’espressione di donna-bambina.

“A me piacerebbe aprire un diving e fare le immersioni, oppure diventare una biologa marina…ma anche l’ingeniere”. Cosa pensavo io del mio futuro a otto anni e mezzo? Cerco di ricordare ma non ci riesco proprio. Di sicuro non ero così determinata. Ah sì, mi piaceva tanto viaggiare sul camion con papà. Facevo finta di parlare le lingue strane delle persone che incontravamo durante i nostri viaggi. Forse si, ora che ci penso ero determinata e non sapevo di esserlo, se ora viaggio e mastico sei lingue straniere.

“E tu? Cosa vorresti fare?” chiedo allora a P. che mi osserva timida con i suoi occhi color dell’Oceano Indiano. T. prende di nuovo la parola, facendosi portavoce della sorellina che posa vezzosa nel suo bikini brillante: 

“Mah…a lei piaciono i trucchi e gli smalti”.

“Allora vuoi fare l’estetista, P.? Anche a me piaciono tanto e per saperli mettere bene bisogna studiare” rispondo pensando alla mia estetista che spesso è impegnata in corsi di aggiornamento.

Le due bambine-pesce escono dall’acqua e rifletto su ciò che mi piacerebbe fare da grande. Sono giá grande, ma c’è sempre qualche altro mestiere da desiderare anche quando si è adulti. Non si è mai abbastanza adulti. Ecco allora che sogno di fare la scrittrice, o più semplicemente di vendere libri, o magari fare la ciclofotografa in giro per il mondo. Esistono i ciclofotografi? 

Mi ritrovo di nuovo fuori dall’acqua, sul pontile di cemento armato vicino a mio marito, il mio compagno di vita e di tanti viaggi. Qui siamo solo noi, le due simpatiche bimbe-pesce, la loro mamma e la loro zia. Guardiamo il mare e assaporiamo le ultime ore di vacanza un po’ anni ’70 su quest’isola così unica nella sua composta e quieta bellezza.

Arrivederci Linosa.

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