Abu Dhabi: come da bambina al Luna Park

10 novembre 2017

Sono nuovamente di passaggio in una città che conosco da anni ormai. Il mio rapporto con Abu Dhabi è come quello che avevo da bambina con i luna park: non c’è mai abbastanza tempo per tutti i giri in giostra, per godermi una felicità a luci psichedeliche, per rimpinzarmi di dolci gommosi e roba fritta. 

Eppure Abu Dhabi mi è amica.  Mi fa sentire a casa. È affascinante e protettiva. È calda, avvolgente, lustra e limpida. È una miscela omogenea di palazzi imponenti di marmi raffinati e grattacieli scintillanti che sorgono come funghi in un bosco autunnale. É tradizione e modernità insieme.

La già vivace vita culturale sta per arricchirsi di un ulteriore tesoro: domani verrà aperta la ” succursale” del Louvre, progettata dall’archistar Jean Nouvel. La “succursale” del Guggenheim di New York avrà dunque, in terra emiratina, una degna concorrente.  Ma, come sempre, per questo giro in giostra dovrò attendere la prossima festa. Domani è già  ora di ripartire e comunque i biglietti per l’inaugurazione sono ormai irreperibili. Sui giornali locali campeggiano le foto che ritraggono i coniugi Macron, scortati dallo sceicco di Abu Dhabi, in visita al nuovo gioiello architettonico che ospiterá un pezzo di cultura francese in terra straniera. 

A proposito dello sceicco. Ieri sera mi trovavo a passeggiare nella marina dell’Emirates Palace, un sontuoso hotel affacciato su una lunga spiaggia di sabbia bianca e sottile. 

La mia attenzione è stata calamitata, volente o nolente, da un’ingombrantissima imbarcazione che, avvicinandomi, ho capito essere un superyacht, proprio uno di quelli  la cui forma sinuosa ed altera, suggerisce materia degna di un paparazzo. È talmente grande che da vicino non ci sta tutta in una foto.

Il pontile era apparentemente incustodito. Non ho osato accedere alla passerella che conduce alla porta d’ingresso. La sagoma severa di una decina di Suv con i vetri oscurati parcheggiati tutt’intorno raccomandavano discrezione. Dopo una rapida ricerca su google ho scoperto che il giocattolino è l’ottavo più grande al mondo, è stato avvistato quest’estate al largo delle acque francesi ed è proprietà nientepopodimeno che dello sceicco di Abu Dhabi. L’elicottero posato sul tetto dell’imbarcazione, le luci e le sagome delle persone che si intravedevano all’interno suggerivano i preparativi di una festa. Chissà se i coniugi Macron ne saranno stati ospiti? 

Mi sono dileguata dopo aver esitato un poco ad osservare incantata le luci della città, un orecchino di pietre preziose sulla superficie del mare.  Il mio sguardo si è aggrappato ad una ruota panoramica che girava.  Il mio luna park! 

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