Terzo giorno in Brasile: a zonzo sul fiume, sul mare

30/12/2017

Abbiamo affittato un barchino di legno a motore simile a uno di quelli che utilizzano i profughi africani per arrivare in Italia.

Non a caso si chiama “Divina Provvidenza”.

Il fiume scorre placido e ci sospinge pigramente verso il mare.

Il “capitano” è un sessantenne abbrustolito dal sole che dimostra almeno un decennio in più. A bordo è presente anche la sua “esposa”, una donna dai tratti somatici indios che ha preparato per noi dei “pastel” e dei “bolinhos”( panzerotti e tortini ripieni di pesce, pollo, verdure e formaggio).

La nostra meta è un’isoletta di sabbia dorata che emerge dai flutti e dalle correnti con la bassa marea.

Non è però la giornata giusta per questo genere di escursione. Il cielo è coperto dalle nuvole e tira forte il vento. Ho freddo.

Mi rintano perciò in un angolino in compagnia della esposa del capitano che, a discapito dell’atteggiamento timido e dimesso, si dimostra piuttosto socievole e loquace.

Posso così riassumere la giornata come segue:

“Prova di lingua portoghese: ascolta e riassumi”.

Svolgimento

La quieta donnina, paffuta e invitante come i suoi torrini, mi ha raccontato tutto il suo complicato albero genealogico, le ultime peripezie della famiglia, come trascorre il suo tempo libero e come si cucinano i tortini.

Incornicio la bella immagine di “Maritinho” (ho brasilianizzato il soprannome) che fa il bagno al largo dell’isoletta di sabbia dorata.

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